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Quasi ogni giorno
Wagner, accompagnato in Piazza San Marco dal suo gondoliere
Luigi, si intratteneva dalle 5 alle 6 del pomeriggio al Caffè
chiacchierando con il proprietario Carlo
Lavena che gli era assai simpatico.
Wagner solitamente sedeva nella loggia superiore del Caffè
assieme alla moglie Cosima, alle figlie e al suocero Franz
Liszt - il grande pianista e compositore - e prendeva
un tè con pasticcini o un bicchiere di cognac. Il tavolino
e le sedie originali che occupava sono stati conservati fino
ad oggi. Raramente invece si sedeva in Piazza, tra i tavoli
all'aperto del Caffè, preferendo rimanere in solitudine
per meditare e scrivere pagine di musica memorabile. I biografi
assicurano che è tra i tavoli del Caffè Lavena
che compose moltissime pagine del Parsifal e il duetto
di Tristano e Isotta, come ricorda la lapide
di Vincenza Cadorin all'interno del locale.
Wagner inoltre si recava sempre al Caffè Lavena dopo
le esecuzioni del suo Lohengrin da parte della banda
cittadina, e qui conversava di pentagrammi con il direttore
della banda, il violinista Frontali e il
maestro Angelo Tessarin.
Come già accennato, assieme a Wagner frequentava il
Lavena anche Franz Liszt, suo suocero, che
qui seduto si ispirò per le più belle pagine
pianistiche su Venezia.
A questo punto è obbligo ricordare che tanti altri
musicisti dell’epoca, richiamati dalla fama del maestro
tedesco, si incontrarono ai tavolini del locale formando un
vero e proprio circolo culturale, tanto che il Lavena si guadagnò
la fama di Caffè dei musicisti. Fra gli ospiti
del Caffè si sono avvicendati Arthur Rubinstein,
Mstislav Rostropovic, Karl Bòhm,
Peter Maag, Mario del Monaco,
Franco Corelli, Cecilia Gasdia,
Raina Kabaiwanska, Uto Ughi,
Katia Ricciarelli, nonché i nomi più
illustri della musica e del bel canto.
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